Sir Frederick Banting, l'uomo che mi ha salvato la vita prima ancora che io nascessi
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Nel post di oggi, Giornata Mondiale del Diabete 2025, voglio raccontarvi una storia.
E’ la storia di Frederick, un ragazzo canadese nato nel lontano 14 novembre 1891 a cui devo la mia vita.
Ultimo di sei fratelli, è nato da una famiglia di agricoltori, gran lavoratori e assidui frequentatori della Chiesa Metodista.
I primi anni della sua vita furono caratterizzati dalla solitudine: Frederick non aveva amici della sua età con cui giocare, e tutti i suoi 5 fratelli erano più grandi di lui. Fino all’età di 7 anni, quindi, quando iniziò a frequentare la scuola, i suoi compagni di giochi erano gli animali presenti nella fattoria.
Come è possibile immaginare, questo fece si che Frederick fosse molto timido, e anche durante il periodo in cui frequentò la scuola, non fu in grado di stringere rapporti di amicizia, e fu terrorizzato dalla prepotenza di alcuni suoi compagni.
Aveva grossi problemi con lo spelling al punto da avere pessimi voti anche nelle altre materie. A differenza del 90% degli appartenenti alla sua classe sociale continuò gli studi dopo la terza media. Era abitudine della sua famiglia regalare 1500$ e un cavallo al compimento dei 21 anni. Mentre i fratelli spesero quei soldi per sistemarsi definitivamente all'interno della fattoria, Fred li usò per la sua istruzione. […]L'insufficienza sia in Francese sia in English composition ostacolarono il raggiungimento del diploma, tuttavia al terzo tentativo riuscì a superare l'esame. La sua carriera universitaria fu orientata all'insegnamento, ma anche la medicina sembrava essere un'opportunità da non sottovalutare.
Si iscrisse al General arts course presso il Victoria College di Toronto dove visse in compagnia del cugino Fred Hipwell. Un esame di Francese che non riusciva a superare gli impedì di passare il primo anno, così decise di indirizzarsi verso la facoltà di medicina.[…] Trascorse l'estate del 1912 a lavorare e i suoi guadagni insieme al regalo del padre gli servirono per mantenersi agli studi.[…] Nel settembre del 1912 entrò nella facoltà di medicina e il cugino Fred decise di seguirlo. Tentò più volte di essere ammesso nell'esercito Canadese, ma la sua richiesta fu sempre rifiutata per un problema agli occhi. Al terzo tentativo fu richiamato e presto promosso a tenente. In quel periodo l'università di medicina condensò il quinto anno di studi all'interno del quarto in modo da poter preparare più velocemente i medici da mandare in guerra. Si laureò, quindi, il 9 dicembre 1917. Subito C.L. Starr lo volle come assistente per i suoi studi sulla sutura dei nervi e con lui rimase per tredici mesi. Nel tempo libero studiava per aumentare le sue credenziali ed essere ammesso come membro nei college di fisiologia o chirurgia. Verso la fine di giugno 1918 fu mandato in Francia per aiutare nelle retrovie ad assistere i feriti che dovevano essere rimandati in patria. Fu trasferito, poi, in prima linea, dove fu ferito da una scheggia che si infilò nell'avambraccio. Fu portato in Scozia e si riprese dopo nove settimane.[…]
La data della svolta fu il 1º novembre 1920 quando Frederick dovette sostenere una lezione sulla funzione del pancreas alla Western University. Il giorno prima studiò molto e la sua attenzione cadde su un articolo di Moses Barron che trattava della scoperta di gruppi di cellule differenti da quelle acinose presenti nel pancreas. Frederick ebbe un'idea geniale, cioè quella di tentare di isolare il prodotto di quelle cellule (isole del Langerhans) facendo prima atrofizzare quelle esterne che producevano il succo pancreatico che distruggeva l'Insulina, ormone ancora sconosciuto. Riuscì a parlare con J.R. MacLeod, il maggiore esperto in quel campo che gli avrebbe messo a disposizione un laboratorio per la ricerca.[…]
A settembre si trasferì a Toronto, dove cominciò la sperimentazione con la collaborazione di due assistenti di Macleod: Clark Noble e Charles Herbert Best.
Il 17 maggio del 1921 iniziarono gli studi da parte di Banting, Macleod e Best basandosi sulle ricerche del medico e scienziato romeno Nicolae Paulescu. […]
[...] Visti gli ottimi risultati della ricerca, l'équipe si arricchì di altri due membri; uno dei quali fu Collip, esperto biochimico che riuscì ad isolare l'ormone in una soluzione alcolica e a testarlo sui conigli. Furono organizzati vari congressi mondiali ai quali tutti i maggiori medici diabetologi del mondo parteciparono. L'11 gennaio 1922 vi fu la prima sperimentazione umana su un ragazzo di nome Leonard Thompson. Il primo tentativo non produsse risultati apprezzabili. Il secondo, il 23 dello stesso mese sancì la scoperta della cura per il diabete abbassando il suo tasso glicemico ad un livello fisiologico. Collip cominciò ad isolare l'ormone in quantità maggiore, Best studiava l'impatto dell'ormone sulla respirazione dei diabetici e Noble, insieme a Campbell e Fletcher, fu aggiunto per effettuare dei test clinici. Il 3 maggio del 1922 ad un meeting dell'American Association of Physicians a Washington Macleod presentò per la prima volta l'ormone scoperto con il nome di insulina.[…]
Nel 1923 Frederick Banting ricevette il Premio Nobel in Fisiologia e Medicina insieme a Macleod. Divise la sua parte con Best, che a suo dire lo meritava di più rispetto a Macleod. Quest'ultimo, a sua volta, divise la sua parte con Collip. Frederick Banting guadagnò moltissima stima come primo canadese ad ottenere fama mondiale per un lavoro scientifico. Nel 1934 Re Giorgio V lo fece cavaliere diventando Sir Frederick Banting.[…] (Fonte: Wikipedia, articolo completo qui).
Avete presente quando controllate la glicemia e scoprite di avere un valore in range? Avete presente quando vi fate gli esami del sangue e scoprite che la vostra emoglobina glicata è tutto sommato accettabile? Vi è mai capitato di pensare a quanto, nella sfortuna di aver contratto il diabete, siamo stati comunque fortunati ad essere nati nell'epoca in cui un rimedio per questa patologia esiste ed è reperibile (anche se, purtroppo, non in misura uguale in tutto il Mondo)?
Ecco… in questi casi (ed in molti altri che qui non ho riportato) il nostro pensiero dovrebbe andare a questo Uomo - volutamente scritto con la "U" maiuscola - dalle umili origini, che con una tenacia ed una forza non comuni è riuscito a fare una scoperta che ha salvato la vita a tutti noi.
Ma questi non sono gli unici meriti che possono essere attribuiti a questo uomo, perché se la scoperta dell’insulina ha fisicamente salvato la vita a milioni di persone, la sua vita può essere fonte di ispirazione per altrettanti individui.
Infatti, Frederick Banting ha dimostrato nella sua vita una tenacia ed una caparbietà (in gergo definita “tigna”) che gli hanno permesso di arrivare a realizzare nella sua vita ciò che si era prefissato di raggiungere.
Vi invito a rileggere un passaggio importante della sua biografia:
Era abitudine della sua famiglia regalare 1500$ e un cavallo al compimento dei 21 anni. Mentre i fratelli spesero quei soldi per sistemarsi definitivamente all'interno della fattoria, Fred li usò per la sua istruzione.
Che cosa ha impedito a questo giovane ragazzo che aveva pessimi voti in molte materie scolastiche, era solitario e terrorizzato dalla prepotenza di alcuni suoi compagni di scuola,… di lasciar perdere, investire - come i suoi fratelli - i soldi ricevuti dai suoi genitori per stabilirsi definitivamente nella fattoria di proprietà della sua famiglia, e vivere una vita serena facendo un mestiere che conosceva bene?
Perché ha deciso di andare contro tutto e contro tutti (mi immagino già che commenti ci possano essere stati nella sua famiglia per la scelta che decise di fare) e di fare un salto verso l’ignoto, investendo tutto sulla sua istruzione?
Leggendo la storia di sir Banting, mi è tornato in mente un passaggio del libro “Pensa e arricchisci te stesso” di Napoleon Hill (lettura che consiglio):
“Il successo inizia dalla volontà dell’individuo, è nella sua mente.”
NAPOLEON HILL
Sono sicuro che Frederick nella sua mente avesse già dalla giovane età un ardente desiderio di scoprire, inventare qualcosa di nuovo che potesse rappresentare una rivoluzione per l’Umanità intera.
Molti nella loro vita hanno avuto idee potenzialmente rivoluzionarie, o hanno comunque avuto il desiderio di “fare la differenza” ed avere successo (= raggiungere i loro obiettivi), ma molti di loro, lungo la via, hanno preferito scegliere la strada più comoda, non prendendo alcun rischio, fermandosi alla prima difficoltà (o ancora prima di incontrarla). Sono pochi coloro che si dedicano anima e corpo prima su sé stessi e poi sui loro progetti per far si che questi diventino realtà, in un modo o nell’altro, senza fermarsi di fronte a nulla.
Per nostra fortuna, Frederick faceva parte di quella minoranza di impavidi sognatori che è riuscita a trasformare in realtà un sogno, un'idea che gli è balenata quasi per caso nella mente.
No one has ever had an idea in a dress suit.
Dr. FREDERICK BANTING
Credo che la sua storia sia potentissima ed abbia molto da insegnare a tutti noi.
Quando ci troviamo in situazioni in cui raggiungere i nostri sogni sembra impossibile, quando abbiamo un’idea, un desiderio e non sappiamo come realizzarlo e se mai avremo i mezzi per realizzarlo, pensiamo alla storia di Frederick ed al fatto che, se lui si fosse arreso, noi oggi non saremmo qui.
Questo pensiero è stato come un'esplosione nella mia testa, e mi ha dato ancora più carica ed energia di quella che avevo prima: spero che l’effetto su tutti voi sia lo stesso.
Ci sono ancora tante cose da realizzare, tante scoperte, servizi, progetti, invenzioni,… che possono migliorare la vita di milioni di persone. Tutto quello che serve è avere chiaro quello che si desidera, continuare a immaginarlo, lottare per raggiungerlo e non arrendersi o fermarsi di fronte a nulla.
"Finally, about two in the morning, the idea occurred to me...
I spent most of the night thinking about it."
Dr. FREDERICK BANTING
Questo è quello che mi ha insegnato la storia di sir Frederick Banting, a cui devo la mia gratitudine eterna ed una sincera ammirazione.
Dal profondo del cuore… GRAZIE!
